Al termine di un'ispezione su un impianto di medie dimensioni non è raro trovarsi con decine di anomalie segnalate. Non sono tutte uguali, e trattarle tutte come urgenze è inutile quanto ignorarle. Il valore di un report sta proprio nel metterle in ordine: cosa va fatto subito, cosa alla prossima fermata, cosa va solo tenuto sotto osservazione.
Le due soglie da ricordare
Per i componenti elettrici ed elettronici di un quadro (morsetti, interruttori, fusibili, contattori, connessioni) i riferimenti generalmente adottati, con una temperatura ambiente nella norma tra 10 e 40 °C, si riassumono in due numeri:
- sopra i 70 °C scatta l'allerta: l'anomalia va verificata e l'intervento programmato;
- a 90 °C e oltre il componente è a rischio grave: serve un'azione immediata.
Cavi, trasformatori e motori hanno tolleranze più alte, che dipendono dalla classe di isolamento indicata dal costruttore: per questi componenti la valutazione si fa caso per caso.
Non conta solo il numero più alto
Una temperatura sotto i 70 °C non significa automaticamente che vada tutto bene. Se su un interruttore due fasi sono a 40 °C e la terza a 62 °C, quella differenza è un segnale preciso: qualcosa, su quella fase, non sta lavorando come dovrebbe. Per questo il tecnico confronta ogni componente con i suoi "gemelli" (le altre fasi, l'interruttore identico sulla partenza accanto) e con la temperatura dell'aria nel quadro.
Nel report questi confronti si combinano con la temperatura misurata secondo criteri di valutazione codificati, che non serve approfondire qui. Quello che conta per chi legge è che ogni anomalia abbia una priorità chiara e un'azione raccomandata, e che il report dichiari il criterio usato: una classificazione deve poter essere verificata, non affidata all'impressione del momento.
Il carico cambia tutto
Un punto caldo dipende da quanta corrente passa in quel momento, e il calore cresce molto più in fretta della corrente: se la corrente raddoppia, il calore prodotto da una connessione difettosa si moltiplica all'incirca per quattro. Lo stesso morsetto che a metà carico appare appena tiepido, con l'impianto a pieno regime può diventare un problema serio.
Per questo un buon report indica in quali condizioni di lavoro è stato eseguito il rilievo e, se l'impianto girava a basso regime, lo dice chiaramente: un'anomalia che oggi sembra lieve potrebbe non esserlo nei giorni di massima produzione.
Falsi allarmi e anomalie nascoste
La termocamera è uno strumento potente, ma va saputa leggere: può sbagliare in entrambe le direzioni.
Può segnalare un problema che non c'è:
- riflessi: le superfici metalliche lucide, come barre in rame nuove o lamiere in acciaio inox, si comportano come specchi e "mostrano" il calore di altri oggetti, compreso l'operatore;
- carichi diversi tra le fasi: se una fase porta più corrente delle altre, scalda di più per ragioni del tutto normali. Senza una misura di corrente si rischia di segnalare un difetto inesistente;
- componenti che scaldano per natura: trasformatori, alimentatori, resistenze, bobine.
E può non vedere un problema che c'è:
- superfici lucide: lo stesso effetto specchio può far sembrare fredda una connessione che in realtà è calda;
- schermi: vetro e plexiglas bloccano la radiazione infrarossa. Una termocamera puntata attraverso lo schermo di protezione misura lo schermo, non ciò che c'è dietro;
- difetti interni: il punto caldo può trovarsi dentro un componente e arrivare in superficie attenuato.
Distinguere un'anomalia reale da un falso allarme è la competenza che separa un tecnico certificato di 2° livello da chi si limita a scattare immagini.
Prima che diventi un guasto
Il senso di tutto questo è semplice: un componente che supera i 70 °C, o che scalda più dei suoi gemelli, sta mandando un avvertimento. La termografia serve a raccoglierlo in tempo, prima che quel punto caldo si trasformi in un fermo impianto o in un incendio.
Un report ben fatto si chiude con una tabella riassuntiva: anomalia, posizione, temperatura, priorità, causa probabile, azione raccomandata. È lo strumento da consegnare alla manutenzione e da conservare per il confronto con l'ispezione successiva: un'anomalia stabile da anni e una peggiorata in pochi mesi possono avere oggi la stessa temperatura, ma una storia molto diversa.
Per sapere cosa deve contenere un report leggi «Il valore legale di un termogramma», oppure scopri come organizzare al meglio la giornata di rilievo in «Come prepararsi a un'ispezione termografica».


